Il rifiuto indifferenziato è quel rifiuto che, attualmente, non si è in grado di riciclare e che deve essere portato a smaltimento. Può essere smaltito sostanzialmente in tre modi: valorizzandolo per ottenerne calore ed elettricità attraverso i termovalorizzatori, usandolo come combustibile selezionato negli impianti produttivi (cementifici, stabilimenti siderurgici, centrali termoelettriche ecc.) oppure conferendolo in sicurezza nelle discariche. In ogni caso, il suo smaltimento comporta importanti costi da sostenere e impatti sull’ambiente e il territorio.
Nel 2024, come riportato dal Rapporto sui rifiuti urbani 2025 di ISPRA, in Italia sono stati prodotti 29,9 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, delle quali il 67,7% raccolti in maniera differenziata. Di conseguenza, i rifiuti indifferenziati sono il 32,3% dei rifiuti totali prodotti nel 2024 nel nostro Paese, equivalenti a quasi 9,7 milioni di tonnellate. Rispetto al 2023, gli italiani hanno prodotto 100 mila tonnellate in meno di rifiuti urbani indifferenziati.
Gli obiettivi della Regione Piemonte di riduzione del rifiuto indifferenziato
Coerentemente con la legislazione europea in materia di rifiuti, la Regione Piemonte ha stabilito degli obiettivi che mirano a ridurre la produzione di rifiuto indifferenziato. L’obiettivo per il 2025 è fissato a 126 kg di indifferenziato prodotto per abitante, mentre scenderà a 100 kg nel 2030 e a 90 kg nel 2035. Considerando che ogni italiano produce circa 500 kg di rifiuti all’anno e che l’indifferenziato dovrebbe rappresentare solo il 10% dei nostri rifiuti, teoricamente se separassimo bene i materiali a casa produrremmo un valore ben inferiore ai 90 kg dell’obiettivo per il 2035.
Gli errori più comuni nel conferimento nell’indifferenziato
Tutto quello che mettiamo nell’indifferenziato non verrà riciclato. È, quindi, fondamentale separare bene i materiali riciclabili da quelli non riciclabili. Il rifiuto indifferenziato, se correttamente separato, ci permette di recuperare e riciclare una grande quantità di materiali, che sono fondamentali per la nostra vita di tutti i giorni. Alcuni consigli: quasi tutti gli imballaggi sono riciclabili e vanno separati nei contenitori delle varie frazioni (carta, plastica, vetro, metalli ecc.); il fatto che non siano perfettamente puliti, nel momento in cui li gettiamo via, non impedisce il loro corretto riciclo (questa regola ha una sola eccezione, ovvero la carta, che deve essere sempre pulita); gli scarti di cibo vanno conferiti nell’organico o avviati a compostaggio domestico. Nell’indifferenziato possiamo mettere tutti gli oggetti non recuperabili come i giocattoli di plastica, i bicchieri di vetro, i mozziconi di sigaretta, gli oggetti di ceramica e porcellana, gli accendini e poco altro.
La raccolta del rifiuto indifferenziato sul territorio CSEA
CSEA, nel 2024, ha raccolto 21.627 tonnellate di rifiuto urbano indifferenziato (842 tonnellate in più rispetto al 2023). In media, ogni cittadino del bacino del Consorzio ha conferito 137 kg di rifiuti indifferenziati. I Comuni che registrano i valori di produzione pro-capite più bassi sono Cardè (73,9 kg/ab), Rifreddo (74,3 kg/ab) e Vottignasco (84,8 kg/ab). Il 43% dei Comuni del territorio CSEA ha centrato l’obiettivo per il 2025, mentre quelli che già oggi centrano l’obiettivo del 2030 sono 8 e quelli che, invece, centrano l’obiettivo del 2035 sono 5, ovvero i già citati Cardè, Rifreddo e Vottignasco a cui si aggiungono Costigliole Saluzzo e Pagno.
Fonti: https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/rapporto-rifiuti-urbani-edizione-2025