La plastica è un materiale molto comune nella nostra quotidianità, dalle proprietà affascinanti, ma che nasconde conseguenze ambientali importanti. Quanta plastica produciamo e quanta ne ricicliamo? Scopriamo le risposte a queste domande, iniziando dai dati dell’ultimo Rapporto ISPRA sui rifiuti urbani in Italia.
I dati di raccolta in Italia
Nel 2023, la plastica ha mostrato un trend di crescita per quanto riguarda la raccolta differenziata, anche se in modo meno marcato rispetto al precedente biennio (+1,2% rispetto al 2022), raggiungendo un quantitativo pari a 1,7 milioni di tonnellate. Le regioni del Nord, con 924 mila tonnellate raccolte, mostrano la maggior crescita percentuale (+3,6%), seguite da quelle del Mezzogiorno (492 mila tonnellate, +1,6%), mentre le regioni del Centro mostrano un decremento, non banale, dei quantitativi raccolti (-307 mila tonnellate, -6,0%). Ogni cittadino italiano destina al contenitore per il riciclo della plastica 29 kg di materiale all’anno, di cui il 96% è rappresentato da imballaggi, con i cittadini del Nord che raggiungono i 34 kg, a fronte di quelli del Sud che si fermano a 25. I rifiuti da imballaggi in plastica sono il quarto rifiuto più raccolto, in termini di peso, dopo l’organico, la carta e il vetro, e rappresentano l’8,8% di tutti i rifiuti gestiti in Italia nel 2023.
La plastica nel nostro futuro
Se nulla cambierà rispetto alle condizioni attuali, si prevede che la produzione di plastica, a livello globale, passerà da 460 milioni di tonnellate, dato del 2019, a 1,32 miliardi di tonnellate nel 2060. A metà degli anni ’60 del secolo scorso erano “appena” 15 milioni, negli anni ’50 addirittura 1,5. In mancanza di cambi di rotta, il riciclo della plastica, che oggi processa il 9% del rifiuto plastico (33 milioni di tonnellate), potrebbe salire al 17% nel 2060 (176 milioni di tonnellate), riducendo la dispersione della plastica in natura soltanto in termini percentuali (dal 22% di oggi al 15% di domani), dato che le tonnellate di plastica abbandonata nell’ambiente potrebbero essere 150 milioni ogni anno. Il 50% di tutta la plastica prodotta nel mondo, nel 2060, finirebbe smaltita in discarica (507 milioni di tonnellate).
Il Plastic Overshoot Day
Il Plastic Overshoot Day (abbreviato in POD) è il giorno dell’anno in cui la quantità di rifiuti plastici prodotti in una data località del mondo (ad esempio uno Stato oppure l’intero pianeta) supera la capacità di quella zona di gestirli in maniera sicura per la salute umana e ambientale, attraverso il riciclo, il recupero energetico e lo smaltimento in discarica controllata. Nel 2025 il POD per l’Italia cadrà il 22 ottobre, quindi con 2 mesi di anticipo, mentre il POD globale arretrerà addirittura al 5 settembre: i 4 mesi mancanti equivalgono a 72 milioni di tonnellate di rifiuti plastici dispersi in natura.
I dati di raccolta sul territorio CSEA
Nel 2024, nel bacino del Consorzio sono state raccolte 4.498 tonnellate di imballaggi plastici, equivalenti a 28,5 kg/abitante, pienamente in linea con la media nazionale. I Comuni più virtuosi nella raccolta degli imballaggi plastici risultano essere Ostana (71,6 kg/abitante), Crissolo (68,5 kg/abitante) e Pontechianale (64,5 kg/abitante), mentre i Comuni che superano la media nazionale (29 kg/abitante) sono 25, ovvero il 47% del bacino CSEA. In termini assoluti, si è raccolta più plastica a Fossano (749 tonnellate) rispetto a Savigliano (646 t) e a Saluzzo (477 t).
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