Archivia per marzo, 2025

Progetto senza titolo(4)

L’editoriale del Presidente – Marzo 2025

CSEA news, la newsletter che abbiamo dedicato ai Comuni e ai cittadini del territorio, è un appuntamento fisso del nostro Consorzio per condividere ogni tappa del percorso che stiamo portando avanti per la gestione virtuosa e sostenibile dei rifiuti.

Per il numero di marzo ad essere intervistato è il Sindaco di Cavallerleone, Marcellino Peretti.

Cresce la cultura del riuso nel nostro territorio

I saluzzesi, e non solo, stanno sempre più familiarizzando con la pratica del riuso anche grazie agli appuntamenti ricorrenti in “Prodotti in Fuga”, come gli swap party (momenti d’incontro in cui si scambiano capi d’abbigliamento usati che non interessano più ai proprietari), e i corsi di cucito e maglieria che verranno attivati a breve.

Il 10 marzo, all’interno del negozio di via Maghelona 16 a Saluzzo, è stata realizzata una vera e propria sfilata sostenibile, in cui i ragazzi dell’Istituto CNOS-FAP si sono prestati sia come modelli in passerella, sia per approfondire il tema degli impatti ambientali della produzione tessile, per una collaborazione sinergica con il mondo della scuola nell’ottica di ridurre il ricorso alla fast fashion.

La raccolta dell’ORGANICO

La raccolta differenziata dei rifiuti organici è una pratica fondamentale per la tutela dell’ambiente e la promozione dell’economia circolare. È importante seguire alcune regole semplici per garantire che la raccolta sia effettuata correttamente e che i rifiuti organici vengano avviati al recupero, diventando compost, che è un ottimo ammendante naturale per nutrire le piante di orti e giardini.

Buona lettura, grazie per il Vostro supporto e attenzione!

Fulvio Rubiolo

Prodotti in fuga (1)

Prodotti in fuga non si ferma più

Un esperimento che ogni giorno si riconferma. Potremmo definirlo così Prodotti in fuga, il negozio saluzzese che fa recupero e upcycling di vestiti e tessuti usati. A meno di sei mesi dalla sua apertura, continua ad attrarre persone ed energie: un bel segnale.

Negozi e cittadini hanno accolto con benevolenza questo nuovo progetto, ma le persone che animano Prodotti in fuga non sono state con le mani in mano: hanno cercato ed ottenuto fondi attraverso la Fondazione CRC, la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo ed Intesa San Paolo, oltre che Eviso, per consolidare il futuro del proprio progetto e rendere disponibili nuove opportunità. Nutrendolo anche attraverso eventi ed iniziative, per promuovere la cultura dell’economia circolare e la cultura della sostenibilità ambientale. Sul loro sito, infatti, campeggia, tra gli altri, anche il calcolo delle emissioni di CO2 evitate (più di 11 tonnellate, ovvero la CO2 assorbita in 24 ore da quasi 600.000 alberi) e del risparmio d’acqua (più di 3 milioni e mezzo di litri).

Meno impatto ambientale, ma più impatto sociale. Alle 3 persone che lavorano in Prodotti in fuga, si aggiungerà presto una persona che arriva dalla sartoria carceraria. Mentre con l’Oasi del cucito di Savigliano nascerà una collaborazione per avere a disposizione in negozio, una volta a settimana, una sarta per piccole riparazioni per il pubblico e per la trasformazione dei capi d’abbigliamento che sono stati selezionati per l’upcycling.

I saluzzesi stanno prendendo dimestichezza, ormai, con gli appuntamenti ricorrenti in negozio, come gli swap party (momenti d’incontro in cui si scambiano capi d’abbigliamento usati che non interessano più ai proprietari), e presto potranno sperimentare i corsi di cucito e maglieria. Il 10 marzo, all’interno del negozio di via Maghelona 16, è stata addirittura realizzata una vera e propria sfilata sostenibile, in cui i ragazzi del CNOS-FAP si sono prestati sia come modelli in passerella, sia per approfondire il tema degli impatti ambientali della produzione tessile, per una collaborazione sinergica con il mondo della scuola nell’ottica di ridurre il ricorso alla fast fashion.

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LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI ORGANICI: GUIDA PRATICA

La raccolta differenziata dei rifiuti organici è una pratica fondamentale per la tutela dell’ambiente e la promozione dell’economia circolare. È importante seguire alcune regole semplici per garantire che la raccolta sia effettuata correttamente e che i rifiuti organici vengano avviati al recupero, diventando compost, che è un ottimo ammendante naturale per nutrire le piante di orti e giardini.

Bioplastiche: sì, ma con attenzione

Le bioplastiche, prodotte da fonti rinnovabili come amido di mais o zucchero di canna, possono essere utilizzate per la raccolta dei rifiuti organici, ma è importante verificare che siano certificate come compostabili. Queste bioplastiche devono rispettare gli standard internazionali per la compostabilità, come il marchio “Compostabile” rilasciato da enti di certificazione riconosciuti.

Come fare la raccolta differenziata dei rifiuti organici

La raccolta differenziata dei rifiuti organici revede la separazione del materiale organico come frutta, verdura, avanzi di cibo (possibilmente evitiamo gli sprechi!), fondi di caffè e le bioplastiche dal resto dei rifiuti che produciamo.

È importante non utilizzare sacchetti in plastica tradizionale, poiché non sono compostabili e possono contaminare il materiale organico.

Guida pratica: cosa mettere nell’organico

Tutto ciò che è un rifiuto naturale, ad esempio:

  • Scarti di frutta e verdura: bucce di frutta, torsoli, foglie e scarti di verdura.
  • Residui di caffè e tè: fondi di caffè, filtri di caffè e bustine di tè (purchè in materiale naturale, come carta o tessuto).
  • Piccoli scarti di giardinaggio: rametti e fiori recisi.
  • Segatura e gusci di uova: segatura di legno non trattato e gusci d’uovo.
  • Carte varie da cucina: carta da cucina, tovaglioli e sacchetti di carta non contaminati con detersivi o prodotti per l’igiene della casa.
  • Avanzi di cibo: frutta, verdura, pane, pasta, riso e avanzi di cucina.
  • Alimenti avariati: cibo scaduto o non consumato (senza la confezione che lo racchiude).

Guida pratica: cosa non mettere nell’organico

Tutto ciò che non è un rifiuto naturale, ad esempio:

  • Plastiche e metalli: sacchetti di plastica tradizionale, lattine e contenitori di metallo.
  • Rifiuti non biodegradabili: pile, batterie e oggetti elettronici.
  • Cibo contaminato: cibo con residui di plastica o metallo.
  • Rifiuti tossici: prodotti chimici, vernici e farmaci.

Importante

Alcune semplici raccomandazioni per una raccolta dell’organico corretta:

  • Non introdurre nei contenitori materiali diversi dall’organico.
  • Per raccogliere i rifiuti organici utilizzare solo i sacchetti distribuiti GRATUITAMENTE dal proprio Comune (in carta o materiale compostabile).
  • Non abbandonare i rifiuti all’esterno dei contenitori in quanto, oltre a rendere difficoltoso il lavoro per gli addetti al servizio di raccolta, rende meno belle le nostre città.

La raccolta differenziata dei rifiuti organici è un passo importante verso un futuro più sostenibile. Seguendo queste semplici regole e utilizzando i sacchetti appropriati, possiamo contribuire a ridurre l’impatto ambientale e promuovere l’economia circolare nel nostro territorio.

Per approfondire: Guida alla raccolta differenziata – Consorzio S.E.A.

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La parola al Sindaco – Cavallerleone

Per la rubrica “La parola al Sindaco”, abbiamo intervistato il sindaco di Cavallerleone Marcellino Mario Perelli.

Come valuta l’andamento della raccolta differenziata e della produzione dei rifiuti nel suo Comune, in particolare rispetto agli obiettivi regionali?

L’andamento della raccolta differenziata dei rifiuti segue il trend di altri Comuni del Consorzio. Secondo i dati 2023, Cavallerleone raggiunge il 65,5% di raccolta differenziata e ogni suo abitante produce 168 kg di rifiuto indifferenziato. Per il 2025 gli obiettivi regionali sono più sfidanti, dovendo raggiungere il 70% minimo di raccolta differenziata e al massimo 126 kg per abitante di indifferenziato. Dobbiamo partire da ciò che finora abbiamo fatto di buono e impegnarci a fare ancora meglio.

Che cosa è importante fare come CITTADINI per migliorare la gestione dei rifiuti?

I cittadini sono amareggiati per gli aumenti delle tariffe. Una possibile conseguenza è che la raccolta differenziata ne risenta, in termini quantitativi e qualitativi, e che, come comunità, saremo costretti a fronteggiare un aumento dell’abbandono dei rifiuti sul nostro territorio, creando un danno alla nostra salute e un aumento dei costi complessivi. È importante che la nostra comunità capisca che reagire in questo modo non comporterà un cambiamento in senso positivo, ma acuirà i motivi per cui si sente oggi amareggiata. Dobbiamo evitarlo, per evitare di rendere vano l’impegno profuso in questi anni.