LA DISCARICA ATTIVATA
UNA MODALITA’ DI GESTIONE CONFORME ALLE NORMATIVE VIGENTI
OBIETTIVI PER IL RECEPIMENTO DELLA NORMATIVA
Obiettivo 1: Evitare la dispersione del biogas durante la messa a dimora ed il conseguente impatto ambientale sull’effetto serra
I dati sperimentali disponibili certificano che la quantità media di metano in prossimità del suolo di una discarica di bioessiccato è risultata circa del 98% inferiore rispetto alla quantità del metano riscontrato nelle medesime condizioni presso discariche di RSU tradizionali.
Ad ulteriore prevenzione della emissione in atmosfera di biogas e con lo scopo di captare tutto il biogas prodotto le celle della discarica attivata verranno coperte immediatamente dopo la deposizione del rifiuto.
Obiettivo 2: collocare un materiale stabile (IRD<1000 mgO2kgVS-1h-1) e a basso potere calorifico (PCI<13.000kJ/kg)
Si colloca nella discarica attivata il bioessiccato secco e stabilizzato avente IRD< 1000 mgO2kgVS-1h-1 e che, rispetto agli RSU, è privato della frazione rapidamente degradabile (detta altrimenti putrescibile), in quanto consumata durante il trattamento di bioessiccazione nelle ITS® e ha.
Nel caso, come nella provincia di Cuneo, di disponibilità di impianti, che possano utilizzare, come combustibile, CDR di qualità, ricco in poliolefine, sarà possibile estrarre dal bioessiccato la frazione ad elevato potere calorifico, costituita prevalentemente da plastica e carta, e collocare nel bioreattore un materiale avente anche PCI< 13.000 kJ/kg. La componente degradabile rimasta nel rifiuto destinato alla discarica attivata sarà così costituita prevalentemente da cellulosa, che è un materiale organico lentamente degradabile e potenzialmente in grado di produrre un biogas di ottima qualità.
Obiettivo 3: innescare il processo degradativo nei tempi desiderati e controllare migliorandole, le condizioni di degradazione
Per innescare il processo di degradazione lenta della componente cellulosica è necessario, in seguito a chiusura, “attivare” il rifiuto mediante aggiunta di acqua e/o eventuale percolato in quantità sufficiente da attivare il processo.
Una volta attivato il processo di degradazione, ogni cella della discarica attivata produrrà quasi tutto il biogas potenziale in un periodo di circa 5 anni.
Obiettivo 4: diminuire il tempo richiesto per la completa stabilizzazione dei rifiuti
Il periodo di operatività della discarica attivata è di circa 5 anni, al termine dei quali sarà completa la degradazione lenta e produzione controllata di biogas raggiungendo obbiettivi non secondari nella gestione post- mortem di:
Obiettivo 5: Ottenere una significativa riduzione di massa e di volume
La produzione di biogas comporta necessariamente la volatilizzazione della quota organica presente e una conseguente riduzione annuale della massa pari a circa il 17% il primo anno, riducendosi gradualmente fino al 3% del 5°anno.
Si stima poi una ulteriore riduzione del 2% durante la fase di stabilizzazione aerobica.
Complessivamente la massa si riduce del 50% circa.
Obiettivo 6: Aumentare la produzione e migliorare la qualità del biogas, destinata alla produzione di energia elettrica considerata da fonte rinnovabile
Durante i 5 anni di degradazione anaerobica, ogni cella della discarica attivata produrrà quasi tutto il biogas potenziale, che verrà captato tramite reti di captazione progettate ad hoc, ed inviato a combustione nei motori con conseguente produzione di energia elettrica che verrà immessa nella rete nazionale come energia da fonte rinnovabile.POSSIBILITA’ FUTURE EVENTUALI PER RECUPERO DI MATERIALE E SPAZIO
E’ già prevista la possibilità di recuperare il volume disponibile a seguito degli abbassamenti della discarica, ma potrebbe essere possibile in futuro, previa autorizzazione, recuperare oltre ai volumi di ogni singola cella anche i materiali in essa contenuti. Al termine dei processi degradativi si potrebbe prevede di ottenere, tramite vagliatura, le seguenti frazioni:



