DESCRIZIONE DELL''IMPIANTO :
L'impianto è costituito da una piattaforma per lo stoccaggio, il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti, denominata Stazione di Trasferimento Intelligente (ITS®)
Le strutture previste nella piattaforma sono le seguenti:
- impianto di bioessiccazione (biocubi®) per il trattamento dei RSU-RSAU residuali dalla raccolta differenziata di potenzialità massima 70.000 t/a, comprendente le sezioni di triturazione, stabilizzazione/maturazione sottovaglio;
- selezione meccanica del bioessicato per la produzione del CDR;
- fossa per gli scarti dimensionata in modo tale da poter contenere i materiali residui non recuperabili prodotti dall'attività.
I criteri di cui si è tenuto costantemente conto nell'ideazione e nella realizzazione della piattaforma sono tali da garantire:
- un elevato livello di tutela della salute e dell'ambiente inteso in senso lato, evitando e prevenendo ogni rischio di inquinamento dell'aria, dell'acqua, del suolo e del sottosuolo, o derivante da rumori ed odori, nonché ogni degrado dell'ambiente e del paesaggio;
- la massimizzazione del recupero, in termini di materia e di energia, delle risorse contenute nei rifiuti da trattare;
- l'ottimizzazione dei flussi dei rifiuti;
- efficienza ed economicità;
- elevati standard tecnici ed ambientali.
La superficie totale della piattaforma è pari a circa 140.000 m2, dei quali circa 4.500 sono occupati dall'impianto di trattamento, mentre la fossa scarti ha una superficie pari a circa 32.000 m2.
IMPIANTO DI TRATTAMENTO RIFIUTI:
L'impianto è posto in un capannone monoblocco alto circa 11 metri da terra e con una parte ribassata posta a circa -4,5 m da terra, necessaria per realizzare le fosse di stoccaggio rifiuti.
La movimentazione dei rifiuti all'interno del capannone di stabilizzazione del RSU è effettuata tramite gru a ponte automatiche, senza il contatto diretto né con il personale, né con le pale gommate. La linea di trattamento della sezione di bioessicazione prevede le seguenti fasi :
- Ricezione RSU
- Triturazione preliminare e miscelazione
- Stabilizzazione statica e bioessiccazione dei rifiuti
- Invio dello stabilizzato/bioessiccato all'estrattore per la successiva selezione meccanica (raffinazione CDR)
Il materiale in ingresso alla sezione di raffinazione è quindi costituito da R.S.U. pretriturato, essiccato, mentre non è deferrizzato, né demetallizzato, né separato da sabbia, inerti e materiale organico. La sezione di raffinazione produce CDR che viene inviato a recupero energetico, ulteriormente triturato a pezzatura idonea all'utilizzo in cementificio (100% della pezzatura al di sotto di 4 cm). La linea di trattamento della sezione di raffinazione prevede le seguenti fasi :
- Ricezione dello stabilizzato/essiccato nella sezione di raffinazione CDR
- Selezione meccanica dello stabilizzato/essiccato
- Selezione aeraulica del sottovaglio intermedio
- Deferrizzazione del sovvallo
- Triturazione del CDR
- Pressatura del sottovaglio e invio a deposito temporaneo
Dalle suddette fasi si ottengono sostanzialmente due frazioni:
- un sovvallo sottoposto a selezione aeraulica di non metalli e inerti e deferrizzazione e quindi triturato a pezzatura idonea caricato su mezzi destinati alla termovalorizzazione; il metallo è inviato a recupero;
- un sottovaglio che verrà inviato a maturazione finale nell'adiacente discarica attivata
Nella parte posteriore del capannone vi è quindi un'area dedicata alla selezione meccanica (vagliatura) ed aeraulica (soffiatore), deferrizzazione e triturazione, con invio del CDR al cementificio; ed inoltre compattazione finale del sottovaglio stabilizzato da inviare a attività di recupero energetico/deposito temporaneo, nella adiacente discarica attivata dedicata, come frazione organica stabilizzata (FOS).
I percolati se necessario possono anche essere riutilizzati, con un opportuno sistema di ricircolo, per l'umidificazione della FOS. L'impianto è corredato di tutta una serie di presidi di tutela ambientale per ottenere il minimo impatto negativo sia sull'ambiente di lavoro interno che sull'ambiente circostante all'impianto.
Gli edifici interessati dall'impianto di aspirazione aria ambiente sono quelli di ricezione e e biostabilizzazione R.S.U., raffinazione CDR. Nell'edificio che accoglie l'unità di raffinazione CDR sono inoltre presenti anche bocchette di depolverazione localizzate sulle macchine. Tutte le pavimentazioni degli impianti di stabilizzazione/pretrattamento sono opportunamente impermeabilizzate; i reflui liquidi provenienti dalla lavorazione dei rifiuti e dai biofiltri sono captati ed inviati in vasche di raccolta e stoccaggio impermeabilizzate.
La rumorosità indotta dagli impianti è bassa e comunque contenuta nei limiti di legge; inoltre ciascuna macchina è costruita secondo le norme vigenti e in ogni caso si garantisce un livello di emissioni sonore in linea con la normativa vigente.
Infine, allo scopo di armonizzare ogni intervento nell'ambiente circostante, si è attuato uno studio architettonico-ambientale dei manufatti ed è stato elaborato un progetto di riqualificazione ambientale che prevede la schermatura a verde degli impianti con specie vegetali autoctone.
FOSSA SCARTI:
La soluzione tecnica prescelta prevede lo smaltimento nella fossa scarti della tipologia dei rifiuti non pericolosi derivanti dall'adiacente impianto di pretrattamento rifiuti e in particolare della Frazione Organica Stabilizzata e di scarti inerti e non ferrosi. Il sistema di impermeabilizzazione composita è costituito da argilla e da un'alternanza di geomembrane HIDPE/bentonitica e geotessuto sintetico, in particolare:
Fondo
- strato di argilla avente spessore minimo 100 cm;
- un doppio sistema di geomembrane HDPE di impermeabilizzazione spessore 2 mm realizzate in polietilene ad alta densità, aventi caratteristiche meccaniche e di compatibilità chimica con il percolato tali da garantire la funzionalità nel tempo;
- un doppio strato protettivo costituito da un materiale sintetico (tessuto non tessuto) resistente dal punto di vista chimico posizionato tra le geomembrane HDPE e lo strato di drenaggio infratelo/percolato;
Scarpate
- Uno strato di argilla risalente per lungo le pareti
- n doppio sistema di geomembrane HDPE di impermeabilizzazione sp. 2 mm.
- Un doppio strato protettivo costituito da un materiale sintetico (tessuto non tessuto) resistente dal punto di vista chimico posizionato tra le geomembrane HDPE e lo strato di drenaggio infratelo/percolato
I sistemi di drenaggio previsti sono costituiti da collettori HDPE PN 10 alloggiati nello strato di inerti di controllo e rincalzati con ghiaietto per impedire l'intasamento degli stessi. I pozzi di controllo infratelo e raccolta percolato sono situati all'interno delle vasche. Il franco tra la superficie massima della falda e il fondo scavo risulta sempre maggiore di 2,20 m, pertanto l'opera è da ritenersi in condizioni di sicurezza.
La volumetria totale prevista della fossa scarti è di 260.000 m3.
Al termine delle operazioni di conferimento rifiuti, completato il rilevato secondo la morfologia definitiva di progetto, si procederà alla sua sigillatura superficiale e copertura con terreno in modo da consentire il definitivo ripristino ambientale dell'area.
Lo spessore complessivo dello strato di "capping" o copertura risulterà pari a 200 cm. I contenuti del progetto realizzato rispondono totalmente a quanto imposto dalla attuale legislazione vigente in materia di rifiuti, di sicurezza, di tutela dell'ambiente e della salute.